Associazione Culturale TéathronMusikè Panicale | Umbria
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PAN OPERA FESTIVAL 2017

L'OCCASIONE FA IL LADRO 1812

 

Musica: Gioachino Rossini
Libretto: Luigi Previdali

 

Composta, a quanto pare, in soli undici giorni, L'occasione fa il ladro è la quarta delle cinque farse in un atto che Rossini compose tra il 1810 ed il 1813 per il Teatro San Moisè di Venezia e che costituiscono un passo fondamentale nella definizione del suo stile comico. In particolare, in questa farsa come nel successivo Signor Bruschino, posteriore di poche settimane, Rossini poté giovarsi dell'esperienza accumulata con la più complessa drammaturgia della Pietra del paragone, l'opera che in quello stesso anno aveva segnato il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano.

L'occasione fa il ladro, unica fra le farse veneziane a non essere aperta da una sinfonia – la situazione scenica indusse Rossini ad aprire l'opera con un temporale, preso a prestito dalla Pietra del paragone, preceduto da un suggestivo preludietto che ne acuisce l'effetto coloristico - rappresenta, insieme al Signor Bruschino, il miglior esito di Rossini in questo genere, che avrebbe di lì a poco abbandonato definitivamente. La definizione dei personaggi e delle situazioni evidenzia già il magistrale tratto di un compositore che dopo pochi mesi avrebbe creato quel capolavoro del teatro comico che è L’Italiana in Algeri.

La vicenda è basata su un topos dell'opera comica: lo scambio di persona, in questo caso doppio ed incrociato. Don Parmenione ed il conte Alberto, che si sono riparati da un temporale in una locanda, sono alla ricerca di due donne: il primo cerca la figlia di un amico, fuggita con un amante; il secondo è in viaggio verso la donna che il padre, in punto di morte, gli ha destinato, la marchesa Berenice.

Nel ripartire dalla locanda, i due si scambiano casualmente le valigie: Don Parmenione, aperta la valigia del conte, vi trova il ritratto di una bellissima donna, che ritiene essere la marchesa (si scoprirà soltanto alla fine dell'opera che il ritratto era in realtà quello della sorella del conte):

affascinato, decide di sostituirsi ad Alberto. La scena si trasferisce poi nella casa di Berenice, che, per essere certa delle buone intenzioni del promesso sposo, chiede all'amica Ernestina, sua ospite, di assumere la sua identità, fingendo nel contempo di essere una cameriera.

Alberto si innamora di Berenice nonostante la sua apparente condizione di cameriera, mentre Parmenione si invaghisce di Ernestina, la quale altri non è che la giovane fuggita dal padre che Parmenione stava cercando: abbandonata dall'amante, accetta la proposta di matrimonio di Parmenione. Il lieto fine è assicurato per entrambe le coppie.

 

L'OCCASIONE FA IL LADRO 1812

(Love’s Luggage Lost)

 

Music by Gioachino Rossini
Libretto by Luigi Previdali

 

L'occasione fa il ladro, composed in only 11 days, is the fourth of five farces that Rossini wrote between 1810 and 1813 for the San Moisè Theatre, and are an important phase in the definition of his comic style. In this farce and the one that followed, Signor Bruschino, written just a few weeks later, Rossini was able to take advantage of his experience in composing the more complex La Pietra del paragone, the opera that had been performed for the first time at La Scala, Milan in the same year.

In L'occasione fa il ladro, the only Venetian farce that does not start with an overture, Rossini was inspired to open the opera with a storm; an idea borrowed from La Pietra del paragone, and introduces it with a short prelude to set the mood. Together with Il Signor Bruschino, this is the best of his operas of this kind, which he soon abandoned for good. The definition of the characters and situations confirms the importance of a composer who a few months later was to write his comic masterpiece L’Italiana in Algeri.

The plot is based on a common comic-opera theme: mistaken identities, and in this case there are three. The first two are Don Parmenione and Conte Alberto, who are sheltering from a storm in a hostelry. They are searching for two women; the first is looking for a friend’s daughter, who has run away with a lover; the second is travelling to join the woman that his father, on his death bed, decided he should marry, la Marchesa Berenice

On leaving the hostelry the two mistakenly exchange their cases. When Don Parmenione opens the Count’s case, he finds the portrait of a beautiful woman, who he imagines is the Marchesa (only at the end of the opera do we realise that the portrait is really of the Count’s sister.) Fascinated with the situation, he decides to pretend he is Alberto. The scene changes to Berenice’s house. She, to be sure that the intentions of her betrothed are honest, asks her friend Ernestina, her guest, to take her place, while she disguises herself as a servant.

Alberto falls in love with Berenice in spite of her guise a servant, and Parmenione falls in love with Ernestina, who is none other than the young runaway whom he was seeking. As she has been abandoned by her lover she accepts Parmenione’s offer of marriage.

A happy ending is assured for both couples.

pianta del teatro:

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L'impresario teatrale

(Der Schauspieldirektor)  Commedia in musica in un atto, K 486
Musica: Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto: Johann Gottlieb Stephanie jr.

 

Dopo la pubblicazione de Il teatro alla moda di Benedetto Marcello, graffiante satira del mondo dell’opera seria, la parodia del teatro musicale divenne soggetto di intermezzi e opere quali L’impresario delle Canarie di Metastasio, musicato per la prima volta da Sarro (1724) e poi ripreso da altri compositori, La bella verità di Piccinni, su libretto di Goldoni (Bologna 1762), La critica di Jommelli (1766), La canterina di Haydn (1767) e L’opera seria di Gassmann (Vienna 1769). Alla stessa tipologia possono essere ricondotti anche Der Schauspieldirektor di Mozart e Prima la musica, poi le parole di Salieri (libretto di G.B. Casti), rappresentati a Vienna durante i festeggiamenti offerti dall’imperatore Giuseppe II per la visita della sorella, arciduchessa Maria Cristina, e del marito, duca Alberto di Sachsen-Teschen, governatore generale dei Paesi Bassi. Molto probabilmente l’argomento venne scelto dallo stesso Giuseppe II, il quale intendeva mettere a confronto opera tedesca e opera italiana sullo stesso tema del ‘teatro nel teatro’; questi brevi lavori furono allestiti su due palcoscenici costruiti ai lati opposti dell’Orangerie di Schönbrunn, e vennero poi replicati per il grande pubblico al Teatro di Porta Carinzia. Quando giunse l’incarico imperiale, Mozart stava vivendo una fase di intensa attività compositiva (a questo periodo risalgono i Concerti per pianoforte KV 482 e 491, musica da camera e pianistica, arie da concerto e soprattutto le Nozze di Figaro, presentate nell’aprile 1786). Anche per questo, probabilmente, il suo contributo al Gelegenheitsstück - opera di occasione, come è definito Der Schauspieldirektor nel libretto a stampa - fu limitato all’ouverture e a quattro brani musicali, scritti in poco più di due settimane.

Stephanie, che già aveva collaborato con Mozart per la Entführung aus dem Serail, descrive le disavventure dell’impresario Frank (ruolo da lui stesso interpretato), che deve mettere insieme una compagnia di attori e cantanti scontrandosi con capricci, rivalità e pretese di compensi esorbitanti. I problemi economici vengono risolti grazie all’intervento del banchiere Eiler che, in compenso, pretende che sia scritturata la sua amante, Madame Pfeil. I brani musicali sono collocati nella seconda parte del lavoro, quando Frank dà inizio alle audizioni dei cantanti: Madame Herz (‘cuore’), interpretata alla ‘prima’ da Aloysia Weber Lange (sorella di Constanze e grande amore di Mozart) intona "Da schlägt des Abschieds Stunde", un’aria che dall’iniziale carattere patetico e sentimentale passa a una conclusione brillante, ricca di virtuosismi. L’aria successiva ("Bester Jüngling") è il banco di prova di Mlle Silberklang (‘timbro argentino’), interpretata da Catarina Cavalieri, la prima Constanze della Entführung e rivale anche nella vita della Lange. Nel terzetto "Ich bin die erste Sängerin" le due ambiziose cantanti si scontrano su chi sarà la prima donna, mentre il tenore della compagnia, Monsieur Vogelsang (‘canto d’uccello’), cerca di farle rappacificare. Il brano costituisce il punto culminante dell’opera e comporta aspre difficoltà quando le due interpreti si rincorrono nel registro acuto, cercando di togliersi la parola di bocca. Nel finale, un vaudeville cui partecipa anche Buff, viene presentata la morale: gli artisti devono mirare all’eccellenza, senza però rendersi meschini con le proprie ambizioni. Al di là del valore dei brani musicali, in questo lavoro di occasione pesa la mancanza di sviluppo drammatico; proprio per questo Der Schauspieldirektor fu ‘sconfitto’ dall’opera di Salieri di fronte al pubblico viennese e in seguito fu oggetto di diverse rielaborazioni. La più celebre porta la firma di Goethe, che nel 1791 aveva presentato a Weimar Die theatralischen Abenteuer, riprendendo L’impresario in angustie di Cimarosa, e sei anni dopo lo ripropose inserendovi i numeri musicali dello Schauspieldirektor mozartiano (la ‘prima’ ebbe luogo il 14 ottobre 1797). La versione di Louis Schneider, Mozart und Schikaneder (1845), che mette in scena lo stesso Mozart all’epoca della composizione della Zauberflöte, fu avversata dalla critica ma riscosse un grande successo di pubblico

Mozart e Salieri

Opera in un atto op. 48

Musica: Nikolay Rimsky-Korsakov
Libretto: Nikolay Rimsky-Korsakov da Aleksandr Sergeevič Puškin

 

Mozart e Salieri è dedicata al Convitato di pietra di Dargomyžškij, ponendosi esplicitamente come tributo al compositore scomparso quasi trent’anni prima. Rimskij-Korsakov musicò l’omonima tragedia di Puškin (solo lievemente accorciato nel libretto) facente parte della stessa raccolta di brevissime scene in versi da cui era stato tratto anche il testo per il libretto del Convitato di pietra, utilizzando lo stesso stile declamato che caratterizzava l’opera di Dargomyžškij e che fu talvolta preso a modello dal Gruppo dei Cinque. Alcune citazioni dal Convitato di pietra rappresentano un ulteriore omaggio di Rimskij-Korsakov a Dargomyžškij mentre, com’era prevedibile, numerose citazioni mozartiane vengono integrate appositamente nell’azione; nella prima scena Mozart, bendato, suona al violino una frase presa dal Don Giovanni; nella seconda frappone in un passaggio l’incipit dell’aria “Voi che sapete” dalle Nozze di Figaro, oltre a numerosi frammenti tratti dal Requiem. La trama delle scene drammatiche di Mozart e Salieri consiste semplicemente nel protratto dialogo in cui Mozart mantiene la serafica calma di un genio superiore, mentre Salieri si agita sempre di più, rivelando gradatamente il profondo odio che nutre per Mozart, sino al finale in cui osa realizzare il suo macabro sogno: eliminerà il suo rivale, avvelenandolo mortalmente. Oggi sappiamo che la tesi dell’assassinio di Mozart a opera di Salieri è infondata, ma Puškin volle credervi, fors’anche identificandosi col genio artistico di Mozart. L’opera è costituita da due sole scene divise da un intermezzo (una Fughetta) in stile contrappuntistico che successivamente Rimskij soppresse, nel dubbio (ingiustificato) che potesse apparire il segno di uno sterile virtuosismo accademico mentre, dopo la morte del compositore, esso venne reinserito, come meritava. Del resto, l’intera opera mantiene uno stile volutamente classicheggiante: non mancano contrappunti tripli ed elaborate imitazioni tematiche; si può dire che ci si trovi di fronte a un’ininterrotta, continua citazione stilistica e tematica, sino alla riproduzione di un’improvvisazione di Mozart alla tastiera (che, nella première, Sergej Rachmaninov eseguì personalmente al pianoforte dietro le quinte). Anche l’orchestra presenta un organico classico, con pochi fiati e timpani ad libitum. Questa breve e gustosa opera va intesa come un’ironica parodia, che però poi subisce una svolta, tendendo verso toni più cupi: dalla parafrasi iniziale dell’inno inglese “God save the Queen”, la cui melodia viene successivamente ripresa da Salieri, allo scherzo di Mozart, che suona il violino steccando volutamente diverse note, si passa a un’atmosfera più seria e coinvolgente che culmina con la tragedia finale

 

 

 

 

L'impresario teatrale

(Der Schauspieldirektor)

A comic opera in one act, K 486

Composed by Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto by Johann Gottlieb Stephanie the Younger

After the publication of Benedetto Marcello’s Il teatro alla moda a caustic satire of the serious opera world, the parody of theatre in music became the subject of intermezzi and operas like L’impresario delle Canarie by Metastasio, first put to music by Sarro (1724) and later by other composers: La bella verità by Piccinni, libretto by Goldoni (Bologna 1762), La critica by Jommelli (1766), La canterina by Haydn (1767) and L’opera seria by Gassmann (Vienna 1769). Similar examples of this are Der Schauspieldirektor by Mozart and Prima la musica, poi le parole by Salieri (libretto by G.B. Casti), performed in Vienna during the celebrations ordered by Emperor Joseph II for his sister Maria Christina and her husband, Duke Albert of Sachsen-Teschen, Governer General of the Netherlands. Joseph probably chose the subject himself, intending to compare German opera with Italian opera on the same theme: ‘theatre within theatre’. The two works were performed on stages built on either side of the Orangerie in Schönbrunn Castle, and were later presented to the general public at the Carinthian Gate Theatre. When Mozart received the Duke’s commission he was particularly busy composing Piano concertos KV 482 and K491, chamber music and music for piano, concert arias and above all Le Nozze di Figaro, first performed in April 1786. This is probably why in Gelegenheitsstück – an opera defined as ‘occasional’ in the printed libretto, like Der Schauspieldirektor  – the music was limited to the overture and four arias and was written in little more than two weeks.

In his libretto, Stephanie, who had already worked with Mozart on Entführung aus dem Serail, narrates the misadventures of Frank, an impresario, (a character that he acted himself), who has to get a company of actors and singers together, whilst dealing with whims, rivalry and demands for exorbitant fees. The financial problems are solved with the help of a banker named Eiler who insists, however, that his lover Madame Pfeil be part of the cast. The musical numbers are in the second part of the opera, when Frank begins the auditions for the singers. Madame Herz (‘heart’), played in the first performance by Aloysia Weber Lange (Constanze Mozart’s sister and Mozart’s great love) sings “Da schlägt des Abschieds Stunde”, an aria which is at first moving and sentimental in character, but closes in a brilliant and virtuosic vein. The next aria ("Bester Jüngling") tests the ability of Mlle Silberklang (‘silvery sound’) played by Catarina Cavalieri, the first Constanze in Entführung, a real life rival of Aloysia Weber Lange. In the trio "Ich bin die erste Sängerin" the two ambitious singers vie to be the prima donna, while the company’s tenor Monsieur Vogelsang (‘birdsong’) tries to placate them. This aria is the high spot of the opera, with the two singers trying to steal the words and top notes from one another.  In the finale, when the moral of the story unfolds, they are joined by Buff. The artistes must be excellent, but must leave aside their petty ambitions. Apart from the excellence of the music, this occasional work lacks an actual plot, and this is why Der Schauspieldirektor  was ‘beaten’ by Salieri’s opera before Viennese audiences, and was the subject of various reworkings. The most famous of these was written by Goethe who in 1791 presented Die theatralischen Abenteuer in Weimar, basing it on Cimarosa’s L’Iimpresario in angustie. Six years later he staged it again adding the musical arias from Mozart’s Schauspieldirektor  (the first performance was on 14 October 1797). The version by Louis Schneider, Mozart und Schikaneder (1845), in which a singer plays Mozart at the time he was composing Die Zauberflöte, was attacked by the critics, but was a great success with the public.

 

 

Mozart e Salieri

A one-act opera, Op. 48

Composed by
Nikolai Rimsky-Korsakov
Libretto taken from Aleksandr Pushkin

 

Mozart e Salieri was dedicated to The Stone Guest as a tribute to the composer Dargomyzhsky, who had died nearly thirty years before. Rimsky-Korsakov supplied the orchestration for the tragedy of the same name by Pushkin (only slightly shortened in the libretto), which was part of the same collection of short scenes in verse as the text for The Stone Guest, using the same syllabic declamation as in Dargomyzhsky’s opera, a model often adopted by The Five.

Some quotations from The Stone Guest are a further tribute by Rimsky-Korsakov to Dargomyzhsky and, as can be expected, passages from Mozart’s music also appear in the opera. In the first scene Mozart, blindfolded, plays a phrase from Don Giovanni on the violin; in the second scene, he interposes the incipit from the aria “Voi che sapete” from Le Nozze di Figaro, as well as numerous pieces from his Requiem. The plot for Mozart e Salieri consists simply of a lengthy dialogue between the two, in which Mozart maintains the seraphic calm of a superior genius; Salieri on the other hand gets more and more agitated, the deep hatred he feels for Mozart increasing, until the finale when he carries out his macabre dream: to kill his rival by poisoning. We now know that the legend that Salieri killed Mozart is unfounded, but Pushkin wanted to believe it, perhaps identifying himself with the artistic genius of Mozart.

The opera is in two scenes with an intermezzo (a short fugue) in counterpoint which Rimsky-Kosakov later eliminated, as he (wrongly) thought it might be considered sterile academic virtuosity, but after his death it was reinstated, as it deserved. The whole opera is intentionally written in classical style, including triple counterpoint and elaborate thematic imitations; it could be said to be a continuous stylistic and thematic quotation, even including the simulation of a Mozart improvisation on the keyboard (which was played by Sergei Rachmaninov behind the scenes at the first performance). The formation of orchestra is also classical: wood wind and timpani ad lib. This short and delicious opera is an ironic parody, with the initial paraphrasing of “God save the Queen”, whose melody is later used by Salieri, and Mozart playing the violin out of tune, but the atmosphere later becomes more serious and intriguing and ends with the final tragedy.

 

 

 

 

i nostri artisti:

Filippo Pina Castiglioni
Primo Antonio Petris
Elvira Cadorin
Marco Bellussi
Matteo Paoletti
Annalisa Massarotto
Matteo Mezzaro
Veronica Filippi
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